il caso dei bambini appiedati
Se il vizio sale sullo scuolabus
Certo, la Svizzera non ci piace. Troppo precisi, troppo puntuali. Solo cioccolato, orologi e formaggio coi buchi. Tanti soldi e tanta noia. Qui da noi invece ci si diverte. Tutto è possibile, il massimo della bellezza e della perfezione, gli abissi della depravazione e dell’inefficienza, tutto e il contrario di tutto. Qui gran parte della popolazione non paga le tasse e considera un merito il riuscirvi, però c’è anche chi si danna a fare il suo dovere fino in fondo. Da noi la stessa pratica può incagliarsi negli uffici e restare inevasa per anni, oppure essere sbrigata nel giro di pochi minuti. Chi ruba delle mele viene processato e messo in galera e chi ammazza o si appropria di miliardi o non viene identificato o viene perdonato. È possibile avere incarichi di grandissima responsabilità senza alcuna preparazione specifica e intanto i laureati vanno a lavorare nei call center. Infine - come è capitato in questi giorni dalle nostre parti - ci si stupisce perché chi non paga lo scuolabus viene lasciato per terra, come se fosse normale viaggiare gratis. Paese strano questo nostro, dove il limite tra il bene e il male è oggetto di contese e cortine fumogene continue e pochi capiscono che, in realtà, dove tutto è possibile, nulla diventa veramente possibile. Così mentre a Verona i bambini non in regola con il pagamento dello scuolabus venivano lasciati a terra, ad Adro (provincia di Brescia) un anonimo imprenditore tirava fuori di tasca propria oltre diecimila euro per pagare i debiti di alcune famiglie che non avevano onorato da tempo le rate della mensa scolastica. Due facce della stessa medaglia. E proprio mentre ad Adro molti genitori si scagliavano contro il benefattore, che secondo loro incentivava i «furbi», a Verona arrivavano le truppe della Rai e di Santoro, per spiegarci quanto sono cattivi quelli che non fanno salire i bambini sul bus. Chi fa del bene viene additato come un malfattore e chi non paga riceve l’aureola del martirio. Certo anche noi sappiamo che la realtà è molto più sfumata, che non c’è solo il bianco e il nero, che i sentimenti degli uomini sono complessi e spesso imperscrutabili. Ma bisognerebbe darsi qualche punto fermo. Rubare resta un reato, non diventa una virtù anche se lo faccio per la mia famiglia o per altre lodevoli finalità. A chi non dispiace il solo pensiero di vedere dei bambini lasciati giù dall’autobus della scuola per colpe non loro? Di questo però siamo tutti responsabili. Il piccolo scuolabus veronese c’entra con tutti noi, c’entra con la gestione della politica, con il comportamento di quelli che dovrebbero tutelare l’interesse pubblico e non lo fanno. Tutte cose normali, in un paese normale. Invece da noi tutti di qua, tutti di là, gli uni contro gli altri armati e nessuno che voglia ammettere che sono le nostre piccole deviazioni dalla regola generale a consentire le grandi violazioni. Non vogliamo diventare svizzeri, però una vita meno imprevedibile non ci dispiacerebbe.
Sergio Noto
24 aprile 2010
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/24-aprile-2010/se-vizio-sale-scuolabus-1602895532554.shtml
martedì 27 aprile 2010
Il falso nemico
27 aprile 2010
http://www.unita.it/rubriche/Oppo/97924
di Maria Novella Oppo
Da quando Berlusconi è «sceso in campo», il 25 Aprile in tv è diventato una fiction ad personam. Stavolta il premier ha interpretato il ruolo di presidente della Repubblica e ha mandato la cassetta a tutte le tv. Ma la parola Liberazione non è proprio riuscito a pronunciarla. Nello stesso giorno, Fini ha girato un altro film, nel ruolo di capo della destra liberale, che purtroppo da noi non esiste. Praticamente, le uniche a restare nei loro panni in tv sono state Luciana Littizzetto, con il suo esplosivo realismo e Milena Gabanelli con la sua esplosiva realtà. Report ci ha infatti dimostrato che incredibilmente, l’Inps è in attivo. Merito dei lavoratori stranieri, che rinsanguano le casse e contribuiscono a pagare le nostre pensioni. Il sindaco di Adro e gli altri razzisti del suo stampo fanno finta di non saperlo per continuare a costruire un nemico, da additare agli italiani che i governi a traino leghista hanno reso precari, cassintegrati e disoccupati.27 aprile 2010
http://www.unita.it/rubriche/Oppo/97924
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Mensa di Adro. La stampa francese plaude al nuovo Robin Hood e il sindaco contrattacca
Mensa di Adro. La stampa francese plaude al nuovo Robin Hood e il sindaco contrattacca
Il corrispondente in Italia del giornale francese Le Monde magazine ha presentato l'imprenditore Silvano Lancini di Adro, che ha saldato di tasca propria i debiti degli alunni in arretrato con i pagamenti della mensa scolastica, come Il Robin Hood della Lombardia.
Un titolo e un servizio che certamente non faranno piacere al sindaco di Adro e alla Lega che proprio in questi giorni hanno preso posizione congiuntamente con un comunicato stampa nel quale si dicono stupiti ed amareggiati di come per denigrare la Lega, in un momento politico in cui raccoglie consensi, si arrivi a far apparire un intero paese, come Adro (Brescia), come espressione di una comunità razzista.
Colpevoli di questa denigrazione sarebbe la campagna mediatica relativa alla mensa scolastica.
"Le nostre sono comunità socialmente sane e con grandi e riconosciute capacità di accoglienza ed integrazione che certamente non sono minimamente sfiorate da istinti razzisti seppure in presenza di un grande numero di immigrati presenti sul nostro territorio" hanno dichiarato il sindaco Oscar Lancini e il deputato leghista Raffaele Volpi".
Per quanto riguarda la mensa scolastica, gli esponenti della Lega hanno dichiarato che il Comune ha continuato a contribuire per la sua quota a sovvenzionare il servizio individuale di tutti gli scolari e continuerà.
tuttoscuola.com
lunedì 26 aprile 2010
Il corrispondente in Italia del giornale francese Le Monde magazine ha presentato l'imprenditore Silvano Lancini di Adro, che ha saldato di tasca propria i debiti degli alunni in arretrato con i pagamenti della mensa scolastica, come Il Robin Hood della Lombardia.
Un titolo e un servizio che certamente non faranno piacere al sindaco di Adro e alla Lega che proprio in questi giorni hanno preso posizione congiuntamente con un comunicato stampa nel quale si dicono stupiti ed amareggiati di come per denigrare la Lega, in un momento politico in cui raccoglie consensi, si arrivi a far apparire un intero paese, come Adro (Brescia), come espressione di una comunità razzista.
Colpevoli di questa denigrazione sarebbe la campagna mediatica relativa alla mensa scolastica.
"Le nostre sono comunità socialmente sane e con grandi e riconosciute capacità di accoglienza ed integrazione che certamente non sono minimamente sfiorate da istinti razzisti seppure in presenza di un grande numero di immigrati presenti sul nostro territorio" hanno dichiarato il sindaco Oscar Lancini e il deputato leghista Raffaele Volpi".
Per quanto riguarda la mensa scolastica, gli esponenti della Lega hanno dichiarato che il Comune ha continuato a contribuire per la sua quota a sovvenzionare il servizio individuale di tutti gli scolari e continuerà.
tuttoscuola.com
lunedì 26 aprile 2010
domenica 25 aprile 2010
«Viva Santoro che mi attacca. Così mi fa vincere le elezioni»
«Viva Santoro che mi attacca. Così mi fa vincere le elezioni»
di Paola Setti
Oscar Lancini, sindaco di Adro. Razzista.
«E pedofilo».
È outing?
«È quello che c’era scritto sui volantini di un centro sociale sequestrati stamattina dai carabinieri».
«Mai vista tanta intolleranza» ha detto Sandro Ruotolo l’altra sera.
«La puntata di Annozero era confezionata apposta per dipingerci come razzisti, col solo obiettivo di attaccare la Lega».
Lei ci ha messo del suo. Infatti non è che da studio le sia giunta grande solidarietà anche dal centrodestra.
«Della Vedova è finiano».
Il ministro Carfagna no, e ha condannato certe «politiche discriminatorie».
«L’ho chiamata per chiederle spiegazioni».E che le ha detto?«Che mi richiama la settimana prossima».
Campa cavallo.
«La capisco, si è basata sui servizi televisivi, tutti di sinistra».
Servizi di parte o no, lei ha rivendicato che nel suo programma c’è scritto: «Prima i nostri, poi anche gli altri».
«Fra uno arrivato ieri e la nonna di 90 anni che non sbarca il lunario prima aiuto la nonna, che ha contribuito a far crescere il mio paese e tramandato le nostre tradizioni...».
E fra un cinquantenne di Adro e uno marocchino?
«Ovvio che aiuto l’italiano».
Ha ragione Santoro, lei è razzista.
«Lunga vita a Santoro, attaccandoci ci va vincere le elezioni».
Gira una battuta: caccia all’Adro.
«Appunto. Comunque chi ha la cittadinanza è uguale agli altri. Ma lei cara giornalista lo sa perché c’è gente che dopo vent’anni la cittadinanza non ce l’ha?».
Perché è costretta a lavorare in nero, magari.
«No, perché ha la fedina penale sporca. Comprano case e auto facendo gli operai. Come fanno?»
Tutti spacciatori, quelli che non hanno pagato la mensa.
«Dico solo che per chi è in regola gli aiuti del Comune ci sono, dimostrati da atti pubblici. Nessun bambino è rimasto senza cibo e ci siamo raccomandati che fossero scongiurati episodi mortificanti».
Il benefattore si chiama come lei, Salvatore Lancini.
«Tengo a precisare che non è mio parente. E poi quale benefattore: si è fatto pubblicità, o sarebbe rimasto anonimo».
Dice che Adro «sposta l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno».
«C’è un detto qui: laurà per la ciesa de Ader. Significa...».
Lavorare per la chiesa di Adro, cioè a gratis.
«E per tutti. E poi senta. Se vado a Roma dove si cena alle 22 non chiedo di cenare alle 19 come ad Adro».
Roma è ancora in Italia, sindaco.
«Se vado in Marocco mangio cous cous, non salame. Chi viene qui deve rispettare le nostre leggi e le nostre radici. Se integrazione è farci imporre le loro, allora sono fiero di essere razzista e glielo dico fuori dai denti».
domenica 25 aprile 2010, 08:00
http://www.ilgiornale.it/interni/viva_santoro_che_mi_attacca_cosi_mi_fa_vincere_elezioni/25-04-2010/articolo-id=440401-page=0-comments=1
di Paola Setti
Oscar Lancini, sindaco di Adro. Razzista.
«E pedofilo».
È outing?
«È quello che c’era scritto sui volantini di un centro sociale sequestrati stamattina dai carabinieri».
«Mai vista tanta intolleranza» ha detto Sandro Ruotolo l’altra sera.
«La puntata di Annozero era confezionata apposta per dipingerci come razzisti, col solo obiettivo di attaccare la Lega».
Lei ci ha messo del suo. Infatti non è che da studio le sia giunta grande solidarietà anche dal centrodestra.
«Della Vedova è finiano».
Il ministro Carfagna no, e ha condannato certe «politiche discriminatorie».
«L’ho chiamata per chiederle spiegazioni».E che le ha detto?«Che mi richiama la settimana prossima».
Campa cavallo.
«La capisco, si è basata sui servizi televisivi, tutti di sinistra».
Servizi di parte o no, lei ha rivendicato che nel suo programma c’è scritto: «Prima i nostri, poi anche gli altri».
«Fra uno arrivato ieri e la nonna di 90 anni che non sbarca il lunario prima aiuto la nonna, che ha contribuito a far crescere il mio paese e tramandato le nostre tradizioni...».
E fra un cinquantenne di Adro e uno marocchino?
«Ovvio che aiuto l’italiano».
Ha ragione Santoro, lei è razzista.
«Lunga vita a Santoro, attaccandoci ci va vincere le elezioni».
Gira una battuta: caccia all’Adro.
«Appunto. Comunque chi ha la cittadinanza è uguale agli altri. Ma lei cara giornalista lo sa perché c’è gente che dopo vent’anni la cittadinanza non ce l’ha?».
Perché è costretta a lavorare in nero, magari.
«No, perché ha la fedina penale sporca. Comprano case e auto facendo gli operai. Come fanno?»
Tutti spacciatori, quelli che non hanno pagato la mensa.
«Dico solo che per chi è in regola gli aiuti del Comune ci sono, dimostrati da atti pubblici. Nessun bambino è rimasto senza cibo e ci siamo raccomandati che fossero scongiurati episodi mortificanti».
Il benefattore si chiama come lei, Salvatore Lancini.
«Tengo a precisare che non è mio parente. E poi quale benefattore: si è fatto pubblicità, o sarebbe rimasto anonimo».
Dice che Adro «sposta l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno».
«C’è un detto qui: laurà per la ciesa de Ader. Significa...».
Lavorare per la chiesa di Adro, cioè a gratis.
«E per tutti. E poi senta. Se vado a Roma dove si cena alle 22 non chiedo di cenare alle 19 come ad Adro».
Roma è ancora in Italia, sindaco.
«Se vado in Marocco mangio cous cous, non salame. Chi viene qui deve rispettare le nostre leggi e le nostre radici. Se integrazione è farci imporre le loro, allora sono fiero di essere razzista e glielo dico fuori dai denti».
domenica 25 aprile 2010, 08:00
http://www.ilgiornale.it/interni/viva_santoro_che_mi_attacca_cosi_mi_fa_vincere_elezioni/25-04-2010/articolo-id=440401-page=0-comments=1
sabato 24 aprile 2010
La piazza dei più forti
La piazza dei più forti
di Toni Jop
Brutto segno quando una piazza vota Barabba. Piena solidarietà al povero Ruotolo che, l’altra sera ad Anno Zero, gettava la spugna di fronte alla platea che inveiva contro chi aveva voluto pagare le rette per la mensa di bimbi con famiglie «insolventi». Ad Adro. Non ci strapperemo le vesti, ma occorre parlare con quella gente, pazientemente spiegare, far capire che perfino in questa Italia la vendetta non è la soluzione. Vuol dire sottrarre quei cittadini alla monocultura del cinismo leghista. Ma resta un brutto segno, qualcosa di più di un campanello di allarme. Uno choc per chi ha comunque sempre identificato nelle piazze inquadrate dalla tv degli squarci di sofferenza non velata che chiede comprensione, giustizia, uguaglianza. Senza i doppi messaggi che avvelenano spesso le posizioni di singoli e politici ospiti dei salotti televisivi. Questa volta, il rito dello show è stato infranto, la piazza ha inviato bagliori sinistri, riflessi di un abbandono esasperato alle logiche del più forte. Pietà l’è morta.
24 aprile 2010
http://www.unita.it/news/toni_jop/97809/la_piazza_dei_pi_forti
di Toni Jop
Brutto segno quando una piazza vota Barabba. Piena solidarietà al povero Ruotolo che, l’altra sera ad Anno Zero, gettava la spugna di fronte alla platea che inveiva contro chi aveva voluto pagare le rette per la mensa di bimbi con famiglie «insolventi». Ad Adro. Non ci strapperemo le vesti, ma occorre parlare con quella gente, pazientemente spiegare, far capire che perfino in questa Italia la vendetta non è la soluzione. Vuol dire sottrarre quei cittadini alla monocultura del cinismo leghista. Ma resta un brutto segno, qualcosa di più di un campanello di allarme. Uno choc per chi ha comunque sempre identificato nelle piazze inquadrate dalla tv degli squarci di sofferenza non velata che chiede comprensione, giustizia, uguaglianza. Senza i doppi messaggi che avvelenano spesso le posizioni di singoli e politici ospiti dei salotti televisivi. Questa volta, il rito dello show è stato infranto, la piazza ha inviato bagliori sinistri, riflessi di un abbandono esasperato alle logiche del più forte. Pietà l’è morta.
24 aprile 2010
http://www.unita.it/news/toni_jop/97809/la_piazza_dei_pi_forti
L'Italia si è fermata ad Adro
L’Italia si è fermata ad Adro
di Moni Ovadia
La rappresentazione che giovedì sera è andata in onda su Anno Zero, la trasmissione di Rai2 condotta da Michele Santoro, è lo spaccato di un Paese desolante. La civiltà costituzionale è implosa nel becerume qualunquista grazie all’opera di una destra populista e padronale, mentre gran parte dell’opposizione belava flebilmente o stava alla finestra. La vicenda di Adro, paese del bresciano in cui ha avuto luogo la squallida storia della mensa scolastica negata per ragioni di morosità, è indicatore di un clima rabbioso, ammorbato da xenofobia e razzismo travestiti da buon senso, in cui perfino la solidarietà critica di un imprenditore elettore della destra è indicata come pericolosa sovversione di uno che non sta al suo posto. Tutto accade mentre si consuma la prima ribellione al monolitismo berlusconiano da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini. I rappresentanti della destra presenti nello studio di Santoro, la puntigliosa ministra alle Pari opportunità Mara Carfagna e il civile parlamentare Benedetto della Vedova sono commoventi nell’interpretazione della destra “per bene” mentre il governo di cui fanno parte, in solido con la Lega, devasta il tessuto sociale e umano del Bel Paese e fa a pezzi quello straccio di buon nome che l’Italia conservava come eredità, per altro equivoca, di un posto di brava gente. L’humus tossico di intolleranza che proveniva da Adro tracimava nello studio e nelle nostre case disarmate interrotto dalla voce civile di qualche persona degna di quel paese e da voci intelligenti in studio. E anche i trentenni del Pd Serracchiani, Civati e Renzi hanno fatto percepire il respiro di un’altra Italia, l’Italia umana. Forse non tutto è perduto.
24 aprile 2010
http://www.unita.it/news/moni_ovadia/97824/litalia_si_fermata_ad_adro
di Moni Ovadia
La rappresentazione che giovedì sera è andata in onda su Anno Zero, la trasmissione di Rai2 condotta da Michele Santoro, è lo spaccato di un Paese desolante. La civiltà costituzionale è implosa nel becerume qualunquista grazie all’opera di una destra populista e padronale, mentre gran parte dell’opposizione belava flebilmente o stava alla finestra. La vicenda di Adro, paese del bresciano in cui ha avuto luogo la squallida storia della mensa scolastica negata per ragioni di morosità, è indicatore di un clima rabbioso, ammorbato da xenofobia e razzismo travestiti da buon senso, in cui perfino la solidarietà critica di un imprenditore elettore della destra è indicata come pericolosa sovversione di uno che non sta al suo posto. Tutto accade mentre si consuma la prima ribellione al monolitismo berlusconiano da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini. I rappresentanti della destra presenti nello studio di Santoro, la puntigliosa ministra alle Pari opportunità Mara Carfagna e il civile parlamentare Benedetto della Vedova sono commoventi nell’interpretazione della destra “per bene” mentre il governo di cui fanno parte, in solido con la Lega, devasta il tessuto sociale e umano del Bel Paese e fa a pezzi quello straccio di buon nome che l’Italia conservava come eredità, per altro equivoca, di un posto di brava gente. L’humus tossico di intolleranza che proveniva da Adro tracimava nello studio e nelle nostre case disarmate interrotto dalla voce civile di qualche persona degna di quel paese e da voci intelligenti in studio. E anche i trentenni del Pd Serracchiani, Civati e Renzi hanno fatto percepire il respiro di un’altra Italia, l’Italia umana. Forse non tutto è perduto.
24 aprile 2010
http://www.unita.it/news/moni_ovadia/97824/litalia_si_fermata_ad_adro
Adro diviso dopo la diretta tv
Adro diviso dopo la diretta tv
LA MENSA CONTESTATA. Oltre cinque milioni di telespettatori hanno visto l'altra sera «Annozero» in collegamento dal paese della Franciacorta
Il sindaco: «Vergognoso, tutta una montatura» Ma c'è chi critica: «Troppe urla, che figura!» e le madri della contesa tornano a salutarsi a scuola
24/04/2010
Adro. Michele Santoro ieri mattina avrà sorriso buttando un occhio all'auditel: «Annozero» giovedì sera è stato visto da 5 milioni e 844 mila telespettatori, share al 23,89 per cento. Un trionfo che ha sbaragliato sia la «Donna detective» di Rai Uno che i «Ris-Roma» di Canale 5. Ad Adro, il giorno dopo la diretta dalla mensa, dopo le urla, le accuse, gli strepiti che hanno fatto il giro d'Italia allargando ulteriormente i confini della disputa su quei bambini lasciati senza pasto perchè le famiglie non pagavano, si sorride un po' meno. Su entrambi i fronti: chi difende la scelta di escludere i bimbi dalla mensa e si sente offeso dalle parole dell'anonimo benefattore, accusa la tv di strumentalizzazioni; chi sta dalla parte opposta o, semplicemente, è più moderato nei termini osserva come tanta bagarre non ha giovato a nessuno, nè ad un dibattito approfondito, nè tantomento all'immagine del paese.
«NON MI SAREI mai attesa un simile clima, tanto più che tutto si era già risolto» ha ammesso quasi spaventata l'altra sera all'uscita dalla diretta Paola Paiola, l'odontoiatra di Gavardo, segretaria di «Smile mission» ed emissaria in Franciacorta per il missionario che dal Congo aveva donato 600 euro alla mensa.
Graziella Giuseppina Paganotti, presidente dell'associazione che gestisce la refezione e contestata duramente in diretta nazionale, non ha dubbi: «Ho ricevuto decine di telefonate da mezza Italia e tutte univoche. Chi ha visto la trasmissione ha avuto modo di farsi un'idea: ringrazio la dottoressa Paiola, che in mattinata ha versato la retta di un bimbo per un anno e per la solidarietà che ci ha dato».
«È una vergogna - rilancia invece Oscar Lancini il sindaco di Adro, fra i protagonisti della serata - che gli italiani paghino il canone perché la Rai non sta facendo servizio pubblico. Annozero ha montato una trasmissione su Adro che non corrisponde alla realtà, facendo passare per razzista il nostro paese solo per attaccare la Lega a livello nazionale. La sinistra che ad Adro ha lanciato il sasso innescando la polemica non si è neppure fatta vedere». E Giuseppe Vezzoli, segretario delle Lega di Adro (alle Regionali il centro destra ha ottenuto il 73,53% con il Carroccio al 45,58% dei consensi) rincara la dose: «Adro è nota per il detto "laora per la ciesa de Ader" che ricorda l'impegno degli adrensi che per per oltre cento anni hanno lavorato gratis per costruirsi la chiesa. Da allora gli adrensi si distinguono per solidarietà e volontariato e tra loro ci sono benefattori realmente anonimi come chi ha pagato per il rifacimento del tetto della chiesa di San Rocco e chi ha saldato con 50mila euro gli investimenti della banda. E per finire i pakistani intervistati nel corso della serata (in un filmato in cui denunciavano di lavorare in nero per una ditta locale per pochi euro al giorno, ndr) sono venuti a chiedere scusa».
È POMERIGGIO e nel «cuore della notizia», davanti alla scuola, le mamme e qualche nonno discutono e si accendono anche se è difficile scucire nomi e cognomi: «È tutto sbagliato - dice una di loro -. Si è travisato tutto portando la questione in politica e puntando i piedi. Un benefattore può fare ciò che vuole dei suoi soldi e non vedo perché non possa parlare». «Siamo partiti dalla mensa per finire in politica - dice l'amica - con accuse di razzismo ingiustificate e adesso abbiamo avuto una pubblicità più che sufficiente». Poco distante Federica C., studentessa, sta con il sindaco ma con qualche distinguo: «L'ho guardata a strappi perché doveva fare i compiti. Il sindaco in parte ha ragione, ma mi sembra stupido prendersela con il benefattore che ha risolto il problema».
Davanti alla scuola si incontrano anche Eliana, adrense, capelli ricci e biondi, e Samira, maghrebina con accento bresciano. Davanti a Sandro Ruotolo si erano quasi accapigliate, ora si salutano pur senza trasporto. «Non siamo razzisti anche se abbiamo opinioni diverse» ribadisce Eliana. «Eravamo in poche e non abbiamo avuto spazio - dice Samira e continua -. Stamattina alcuni genitori mi hanno salutato altri no, ma non si può fare di ogni erba un fascio e dire che sono tutti razzisti. Lavoro a Adro da undici anni: ho sempre pagato la mensa e continuo a pagarla, ma ci sono persone che hanno perso il lavoro e sono in difficoltà. Anche noi dobbiamo essere più uniti per far valere i nostri diritti di gente onesta che paga le tasse».
Qualche mamma attende il figlio di ritorno dalla gita e pensa all'immagine del paese: «Non si può andare in televisione urlando, applaudendo, facendo gestacci come in uno stadio. Abbiamo fatto un figuraccia difficile da cancellare, al di là delle ragioni di ciascuno». «Che esempio abbiamo dato ai nostri figli ieri davanti alla tv - si chiede un'altra -? E poi pretendiamo che imparino l'educazione»
POCO LONTANO dietro il bancone una barista ha voglia di calare il sipario: «La vicenda è andata troppo oltre e ne pagheremo tutti le conseguenze con un danno di immagine per tutto il paese». Ma un papà torna a contestare la donazione del missionario: «Se manda qui i soldi significa che non gli servono: quindi inutile mandarglieli». I cameramen di Annozero sono già in viaggio per Roma, ma a Adro i microfoni nessuno li ha ancora spenti.
Giancarlo Chiari
http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/146056_adro_diviso_dopo_la_diretta_tv/
LA MENSA CONTESTATA. Oltre cinque milioni di telespettatori hanno visto l'altra sera «Annozero» in collegamento dal paese della Franciacorta
Il sindaco: «Vergognoso, tutta una montatura» Ma c'è chi critica: «Troppe urla, che figura!» e le madri della contesa tornano a salutarsi a scuola
24/04/2010
Adro. Michele Santoro ieri mattina avrà sorriso buttando un occhio all'auditel: «Annozero» giovedì sera è stato visto da 5 milioni e 844 mila telespettatori, share al 23,89 per cento. Un trionfo che ha sbaragliato sia la «Donna detective» di Rai Uno che i «Ris-Roma» di Canale 5. Ad Adro, il giorno dopo la diretta dalla mensa, dopo le urla, le accuse, gli strepiti che hanno fatto il giro d'Italia allargando ulteriormente i confini della disputa su quei bambini lasciati senza pasto perchè le famiglie non pagavano, si sorride un po' meno. Su entrambi i fronti: chi difende la scelta di escludere i bimbi dalla mensa e si sente offeso dalle parole dell'anonimo benefattore, accusa la tv di strumentalizzazioni; chi sta dalla parte opposta o, semplicemente, è più moderato nei termini osserva come tanta bagarre non ha giovato a nessuno, nè ad un dibattito approfondito, nè tantomento all'immagine del paese.
«NON MI SAREI mai attesa un simile clima, tanto più che tutto si era già risolto» ha ammesso quasi spaventata l'altra sera all'uscita dalla diretta Paola Paiola, l'odontoiatra di Gavardo, segretaria di «Smile mission» ed emissaria in Franciacorta per il missionario che dal Congo aveva donato 600 euro alla mensa.
Graziella Giuseppina Paganotti, presidente dell'associazione che gestisce la refezione e contestata duramente in diretta nazionale, non ha dubbi: «Ho ricevuto decine di telefonate da mezza Italia e tutte univoche. Chi ha visto la trasmissione ha avuto modo di farsi un'idea: ringrazio la dottoressa Paiola, che in mattinata ha versato la retta di un bimbo per un anno e per la solidarietà che ci ha dato».
«È una vergogna - rilancia invece Oscar Lancini il sindaco di Adro, fra i protagonisti della serata - che gli italiani paghino il canone perché la Rai non sta facendo servizio pubblico. Annozero ha montato una trasmissione su Adro che non corrisponde alla realtà, facendo passare per razzista il nostro paese solo per attaccare la Lega a livello nazionale. La sinistra che ad Adro ha lanciato il sasso innescando la polemica non si è neppure fatta vedere». E Giuseppe Vezzoli, segretario delle Lega di Adro (alle Regionali il centro destra ha ottenuto il 73,53% con il Carroccio al 45,58% dei consensi) rincara la dose: «Adro è nota per il detto "laora per la ciesa de Ader" che ricorda l'impegno degli adrensi che per per oltre cento anni hanno lavorato gratis per costruirsi la chiesa. Da allora gli adrensi si distinguono per solidarietà e volontariato e tra loro ci sono benefattori realmente anonimi come chi ha pagato per il rifacimento del tetto della chiesa di San Rocco e chi ha saldato con 50mila euro gli investimenti della banda. E per finire i pakistani intervistati nel corso della serata (in un filmato in cui denunciavano di lavorare in nero per una ditta locale per pochi euro al giorno, ndr) sono venuti a chiedere scusa».
È POMERIGGIO e nel «cuore della notizia», davanti alla scuola, le mamme e qualche nonno discutono e si accendono anche se è difficile scucire nomi e cognomi: «È tutto sbagliato - dice una di loro -. Si è travisato tutto portando la questione in politica e puntando i piedi. Un benefattore può fare ciò che vuole dei suoi soldi e non vedo perché non possa parlare». «Siamo partiti dalla mensa per finire in politica - dice l'amica - con accuse di razzismo ingiustificate e adesso abbiamo avuto una pubblicità più che sufficiente». Poco distante Federica C., studentessa, sta con il sindaco ma con qualche distinguo: «L'ho guardata a strappi perché doveva fare i compiti. Il sindaco in parte ha ragione, ma mi sembra stupido prendersela con il benefattore che ha risolto il problema».
Davanti alla scuola si incontrano anche Eliana, adrense, capelli ricci e biondi, e Samira, maghrebina con accento bresciano. Davanti a Sandro Ruotolo si erano quasi accapigliate, ora si salutano pur senza trasporto. «Non siamo razzisti anche se abbiamo opinioni diverse» ribadisce Eliana. «Eravamo in poche e non abbiamo avuto spazio - dice Samira e continua -. Stamattina alcuni genitori mi hanno salutato altri no, ma non si può fare di ogni erba un fascio e dire che sono tutti razzisti. Lavoro a Adro da undici anni: ho sempre pagato la mensa e continuo a pagarla, ma ci sono persone che hanno perso il lavoro e sono in difficoltà. Anche noi dobbiamo essere più uniti per far valere i nostri diritti di gente onesta che paga le tasse».
Qualche mamma attende il figlio di ritorno dalla gita e pensa all'immagine del paese: «Non si può andare in televisione urlando, applaudendo, facendo gestacci come in uno stadio. Abbiamo fatto un figuraccia difficile da cancellare, al di là delle ragioni di ciascuno». «Che esempio abbiamo dato ai nostri figli ieri davanti alla tv - si chiede un'altra -? E poi pretendiamo che imparino l'educazione»
POCO LONTANO dietro il bancone una barista ha voglia di calare il sipario: «La vicenda è andata troppo oltre e ne pagheremo tutti le conseguenze con un danno di immagine per tutto il paese». Ma un papà torna a contestare la donazione del missionario: «Se manda qui i soldi significa che non gli servono: quindi inutile mandarglieli». I cameramen di Annozero sono già in viaggio per Roma, ma a Adro i microfoni nessuno li ha ancora spenti.
Giancarlo Chiari
http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/146056_adro_diviso_dopo_la_diretta_tv/
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